Elettrostimolatori: ecco come sceglierli

L’elettrostimolazione è una tecnica di sollecitazione muscolare basata su piccoli impulsi elettrici a basso voltaggio.
Quando questa corrente percorre il nostro corpo, essa sollecita la contrazione muscolare allo stesso modo in cui questa avviene durante un allenamento ginnico.
Questa pratica è utilizzata per una duplice finalità.

  1. L’elettrostimolazione è principalmente impiegata a scopo riabilitativo, a seguito di traumi muscolari.
    N.B. Qualora si ricorra all’elettrostimolazione nel merito delle terapie di recupero, questo deve avvenire contestualmente al controllo medico. Gli accertamenti medici servono a verificare la corretta risposta muscolare, orientando così la terapia.
  2. Talvolta l’elettrostimolazione è invece utilizzata come coadiuvante per chi pratica sport ad alti livelli, così da mantenere la tonicità generale.

Aspetti preventivi da valutare

Chiariamo subito che l’elettrostimolazione, pur non essendo generalmente pericolosa per la salute, non è altresì sostitutiva dell’allenamento muscolare.
Parliamo infatti di un lavoro non aerobico, bensì passivo, che cioè non richiama sforzo alcuno. Va infatti considerato che, quando ci alleniamo in palestra, potenziamo non solo i muscoli ma rinforziamo – progressivamente ed armoniosamente – i legamenti a sostenere la fatica, azione che l’elettrostimolatore non può sostituire.

Elettrostimolazione: come utilizzarla

Quando si inizia un trattamento di elettrostimolazione la prima cosa da stabilire è se il muscolo sia sano o lesionato. Questo aspetto va ovviamente osservato da un medico.
Nel caso di una lesione muscolare vengono privilegiati impulsi ad intensità crescente. Gli impulsi sono in questo caso di forma di triangolo isoscele, ovvero con un picco lento con una discesa non speculare, bensì più netta.

N.B. Per evitare di incorrere in un eccessivo affaticamento, le pause tra le serie di impulsi dovranno essere adeguatamente calibrate, come in un regolare allenamento sportivo, fatto di sforzi e riprese.

Controlli medici ed applicazioni

Il monitoraggio medico è necessario per individuare la zona da stimolare, escludendo zone limitrofe sane che, se colpite dalla corrente, potrebbero essere lesionate.

La tecnologia ci offre una serie di impulsi differenti adatti ad ogni scopo e ad ogni parte del corpo, a seconda dell’area muscolare da trattare.
Un muscolo sano richiede infatti, a differenza di uno danneggiato, un tipo di stimolazione diversa.
Nel primo caso la corrente utilizzata è di tipo “faradico“, cioè che si sviluppa in corrispondenza dell’interfaccia elettrodo-elettrolita. In questo caso l’impulso avrà forma rettangolare, con una salita rapida, uno stallo e un decadimento finale istantaneo.

Elettrostimolatori e attività sportiva

L’uso dell’elettrostimolatore può essere combinato con un movimento di tipo dinamico o statico, che potrebbe indurre ad un potenziamento muscolare importante.
Si ritiene che questo uso combinato possa portare ad una riduzione della capacità di contrazione del muscolo. Si è visto in seguito che su una singola placca motoria questo fenomeno poteva addirittura essere irreversibile, con gravi conseguenze sulla capacità di contrazione.

Differenze significative

Mettiamo in chiaro un aspetto: gli elettrostimolatori pubblicizzati per potenziare i muscoli sono trovate pubblicitarie finalizzate alla vendita dei prodotti reclamizzati.
Nessuno può pensare di arrivare a risultati da body builder affidandosi esclusivamente ad un elettrostimolatore.
In conclusione: per chi pratica regolarmente sport e vuole potenziare le proprie prestazioni  l’elettrostimolatore è un – buon – coadiuvante. E’ invece utile in alcune terapie, purchè sotto la supervisione del medico.

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